giovedì 23 febbraio 2012
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Galatone
 Galatone Riduci

 

S.S. Crocifisso della Pietà

Galatone (pronunciare Galàtone) è un comune italiano di 15.834 abitanti della provincia di Lecce, in Puglia. Rilevante centro agricolo del Salento , possiede il titolo di città conferito con D.P.R. del 24 febbraio 2005 e conserva numerose e importanti testimonianze del passato. Notevoli sono i resti della cinta muraria medioevale, il castello feudale con il mastio angioino, il castello di Fulcignano, il Santuario barocco del SS. Crocifisso della Pietà e numerosissime chiese ubane ed extraurbane.

 

 

Un po’ di storia…

Diverse sono le ipotesi, pronunciate nel corso dei secoli, riguardo l'origine del toponimo. Il nome deriverebbe dal greco galà, che significa latte, questo perché la principale attività praticata era la pastorizia. L'etimologia potrebbe derivare anche dal nome greco di persona o di famiglia Galatos con l'aggiunta del suffisso -oni o dal greco -ones.
Sulla nascita del paese vi è un'altra duplice scuola di pensiero: quella che fa capo allo studioso Rolfs che attribuisce l'origine al popolo dei Galati e quella che accoglie l'ipotesi dell'umanista concittadino Antonio De Ferrariis, vissuto dal 1444 al 1517, che attribuisce la provenienza al popolo dei Tessali. '"Da giovane lessi Livio e vi trovai Teuma e Galatana, due città della Tessaglia, che erano state conquistate da Tito Quinzio Flaminio", che in questi luoghi si erano rifugiati per fondarvi la nuova Galatana dopo essere stati sconfitti dal console romano a Cinocefale il 197 a.C.

La nascita di Galatone si fa risalire ai primi insediamenti umani nel periodo del Neolitico I rinvenimento di utensili in selce e ceramica nel "Villaggio Costante" sulla Serra Campilatini, nella grotta Pinnella, negli insediamenti "Rizzi" e "Spisari" e nella grotta rinvenuta in periferia, e precisamente a sud del paese, in via San Nicola di Pergoleto ne confermerebbe la datazione di origine.

Nel Medioevo il territorio fu soggetto a occupazioni e scorrerie da parte di Saraceni, Ungari e Bizantini.Con la dominazione bizantina si svilupparono l'agricoltura e l'allevamento e si registrò un notevole incremento demografico. Sorsero piccole comunità rurali (Choría) dedite all'agricoltura, Tabelle, Tabelluccio, Fulcignano, San Cosma, Fumonegro Morice e Renda, le quali furono in seguito abbandonate e le popolazioni residenti si stanziarono nel casale di Galatone.

Nel XV Secolo subì l'assedio di Giovanni Antonio del Balzo Orsini che rase al suolo una parte della cinta muraria. Dopo la morte dell'Orsini, avvenuta nel 1463, per Galatone seguì un lungo periodo di pace, interrotta dall'invasione turca del 1480 e dall'invasione dei veneziani quattro anni più tardi. Agli Orsini successero i Castriota, con la scomparsa dei quali, il feudo passò nelle mani della corona che lo vendette ad una facoltosa famiglia genovese. Dal 1556 appartenne ai Squarcifico i quali diedero prosperità e crescita culturale costruendo nel 1570 un ospedale per poveri gestito dal clero. Nel XVII secolo il feudo fu retto dai Pinnelli. Il XVIII secolo fu caratterizzato da una vita politica poco vivace a causa delle frequenti elezioni di Sindaci, sistematicamente esautorati da un governatore prepotente e accentratore.

Nel 1743 la storia di Galatone fu sconvolta da un terribile terremoto, che sebbene procurò il crollo di parte delle mura cittadine, di porta San Sebastiano, del palazzo marchesale e di molte abitazioni, portò nuova linfa nello sviluppo edilizio del paese.

 

 

Architettura Religiosa…

Collegiata dell’Assunta

La Collegiata dell'Assunta è la Chiesa Madre della cittadina. Fu edificata tra il 1591 e il 1595 sull'area di una preesistente chiesa la cui presenza è testimoniata sin dal X secolo.

Presenta un elegante prospetto in carparo scandito in tre ordini da trabeazioni poco aggettanti. Il primo ordine, inquadrato da paraste, accoglie il portale d'ingresso. Il secondo ordine è caratterizzato da una bifora centrale sormontata da una trabeazione con timpano spezzato e da due monofore laterali. Il terzo ordine è ingentilito da due balaustre in pietra. Adiacente al prospetto è il campanile, a tre piani a forma di


prismi sovrapposti, innalzato in epoche differenti fra il 1599 e il 1750. L'interno, ad unica navata a croce latina, presenta quattro cappelle per lato e due cappelle nel transetto ospitanti pregevoli altari barocchi e tele di notevole interesse artistico.

Santuario del SS. Crocifisso della Pietà

Il Santuario del SS. Crocifisso della Pietà fu costruito fra il 1683 e il 1694 da maestranze salentine fra cui risalta il nome dell'architetto leccese Giuseppe Zimbalo. L'edificio venne edificato sulle fondamenta di una precedente chiesa risalente al 1623 e crollata rovinosamente nel febbaraio del 1682. L'antica chiesa venne innalzata per custodire un'icona raffigurante il SS. Crocifisso della Pietà (XIV secolo) ancora oggi presente al centro dell'altare maggiore. Fu elevata a Santuario nel 1796 da papa Pio VI.

La sfarzosa facciata barocca, realizzata in carparo e pietra leccese, è divisa in tre ordini. Nel primo ordine si apre il portale d'ingresso, caratterizzato da un portale ligneo del 1696, su cui è posizionata la statua in pietra di Gesù Crocifisso osannato da quattro cherubini. Lateralmente quattro nicchie laterali ospitano le statue degli Evangelisti. Il secondo ordine presenta un'ornatissima finestra affiancata da due nicchie con le statue di San Giovanni Battista e di San Sebastiano. Alle due estremità laterali insistono le statue di San Pietro e di San Paolo. Nel conclusivo terzo ordine sono accolte le statue di San Michele Arcangelo e dell'Angelo Custode.

L'interno, a croce latina, è costituito dal presbiterio, dal transetto e dalla navata, con soffitto ligneo del 1696, in cui si aprono tre cappelle per lato ospitanti gli altari dedicati a Sant'Antonio da Padova, alla Madonna del Carmine, a San Biagio, alla Madonna del Buon Consiglio, alla Sacra Famiglia e a San Pietro. In corrispondenza del transetto si innalza una cupola ottagonale interamente affrescata con il tema del ritrovamento della Croce da parte di Sant'Elena imperatrice. I quattro pilastri che sostengono la cupola contengono le statue dei primi dottori della Chiesa. Nel presbiterio, delimitato da una balaustra in marmo policromo, è custodita, al centro del fastoso altare in pietra leccese, l'icona del SS. Crocifisso della Pietà affiancata dalle statue di San Francesco Saverio e di San Francesco di Sales.

 

Chiesa di San Sebastiano

La Chiesa di San Sebastiano, attigua al convento dei Domenicani ospitante attualmente il Municipio, venne edificata nel 1500 per volontà del feudatario galatonese Giovanni Castriota. L'attuale struttura barocca risale al 1712.

L'elegante prospetto, realizzato interamente in carparo locale, è scandito in tre ordini e richiama le decorazioni del vicino Santuario del Crocifisso. Il primo ordine, spartito in tre parti da paraste con capitelli ionici, accoglie al centro il pregevolissimo portale d'accesso, proveniente dall'edificio cinquecentesco, sormontato da una piccola statua in pietra raffigurante San Sebastiano e affiancato da due leoni stilofori. Ai lati si aprono due nicchie vuote che si ripropongono in asse nell'ordine superiore lateralmente al decoratissimo finestrone. A coronamento del prospetto è posto un ondulato frontone.

L'interno, ad unica navata con presbiterio, presenta due altari barocchi laterali ospitanti pregevoli tele fra cui risalta quella della Madonna del Rosario, opera del pittore neretino Donato Antonio D'Orlando. La navata è anche caratterizzata da alte paraste su cui sono posizionate alcune statue in pietra.

 

Chiesa di San Giovanni Battista

La Chiesa di San Giovanni Battista, sede della Confraternita dell'Immacolata Concezione, fu costruita fra il 1635 e il 1653 e doveva costituire la chiesa del convento delle Clarisse, mai realizzato a causa delle scarse disponibilità finanziarie.

La chiesa presenta un sobrio prospetto inquadrato da due paraste ioniche. Le linee decorative sono quelle barocche con un richiamo catalano-durazzesco nel fastigio ospitante la nicchia con la statua dell'Immacolata. Il semplice e spoglio portale è sormontato da una lunetta semicircolare affrescata e da una finestra finemente decorata. Sul lato sinistro dell'edificio vi è la presenza di una nicchia con la statua del Battista.

L'interno, a navata unica rettangolare, accoglie un fastoso altare maggiore in pietra leccese, realizzato nella seconda metà del Seicento dallo scalpellino di Ambrogio Martinelli da Copertino. Degno di nota è l'ottocentesco organo in legno recante la data 1877.

 

Chiesa di San Francesco d'Assisi

La Chiesa di San Francesco d'Assisi, conosciuta anche come chiesa dei Cappuccini in quanto attigua al convento dei frati, venne edificata fra la fine del 1599 e la fine del 1600. Fu voluta dal duca Cosimo Pinelli, figlio di Livia Squarciafico e di Galeazzo, nella quale destinò una cappella a sepoltura della propria famiglia.

Presenta un lineare e severo prospetto privo di qualsiasi elemento architettonico. Unica concessione decorativa è la lunetta posta al di sopra del portale d'accesso e lo stemma dei Pinelli. L'interno, costituito da un'unica navata rettangolare arricchita da stucchi, ospita due cappelle per lato e un altare maggiore in legno che accoglie, al centro, la tela di Fabrizio Santafede raffigurante San Francesco d'Assisi che riceve le stimmate. L'edificio ospita inoltre le tele di Sant'Antonio da Padova e di Santa Chiara, poste sull'altare maggiore, e la tela dell'Immacolata, accolta nel rispettivo altare.

Chiesa-Santuario Madonna della Grazia

La Chiesa della Madonna della Grazia venne edificata tra il 1591 e il 1595 per accogliere l'icona bizantina della Vergine della Grazia (XIV secolo). Nel 1674 venne costruito l'attiguo convento degli Alcantarini in cui iniziò la sua vita religiosa Sant'Egidio Maria da Taranto. Presenta un prospetto tardo-romanico scandito in due ordini da una balaustra in pietra e terminante con un timpano triangolare sul quale è collocato l'altorilievo della Madonna della Grazia. Il portale e la finestra, posti in asse, sono affiancati da nicchie contenenti le immagini affrescate dei Santi Pietro d'Alcántara, Pasquale Baylón, Francesco d'Assisi e Antonio da Padova. L'interno, a navata unica con copertura a crociera, termina con un piatto presbiterio in cui è posizionata l'icona della Vergine.

 

Chiesa di Santa Maria dell'Itria

La Chiesa di Santa Maria dell'Itria è una piccola struttura romanica risalente al XII secolo in cui si venera l'immagine dell'Odigitria, ovvero l'immagine della Madre di Dio che indica il Figlio Benedicente. La chiesa è in realtà la parte absidale dell'originario edificio. In esso sono conservati alcuni affreschi raffiguranti Santi della liturgia orientale e l'immagine della Vergine.

 

Abbazia di San Nicola di Pergoleto

L'Abbazia di San Nicola di Pergoleto, chiamata nei documenti San Nicola dei Pargoletti, risale al IX secolo e fu fondata dai monaci Basiliani i quali la ressero fino alla conquista normanna del Salento, in seguito alla quale passò sotto il controllo e la guida dei Benedettini. In epoca bizantina fu un importante centro di diffusione della cultura greca e orientale. Tra il XVI e il XVII secolo l'abbazia fu trasformata in masseria e subì radicali trasformazioni e rifacimenti come la ricostruzione della chiesa nel 1613.

 

 

Abbazia di Sant'Angelo della Salute

L'Abbazia di Sant'Angelo della Salute è di origine basiliana e fu edificata tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo. Del complesso abbaziale, appartenuto in seguito ai monaci benedettini, rimane la chiesa di stile romanico orientata secondo l'asse est-ovest. Presenta un prospetto a timpano con rifacimenti seicenteschi nel portale e nel piccolo rosone centrale. Un campanile a vela è posto in corrispondenza dell'abside. L'interno, a unica navata con volta a botte a sesto leggermente acuto, venne rimaneggiato nel XVII secolo con l'aggiunta di nuovi affreschi. Nella parte absidale è raffigurata la Deposizione di Gesù, sul lato sinistro vi è l'immagine di San Michele Arcangelo mentre sul lato destro è raffigurato San Nicola nell'atto di intercedere presso la Madre di Dio. Sono inoltre visibili tracce degli originari affreschi e alcune incisioni latine.

 

 

Altre chiese

Chiesa dell'Annunziata o di Santa Lucia, (XVIII secolo).

Chiesa di San Nicola di Myra, (XVI secolo).

Presenta un semplice prospetto caratterizzato da una nicchia centrale contenente la statua di San Nicola e un modestissimo interno ospitante un unico altare.

Chiesa di San Pietro, (XVIII secolo)

 

 

Architetture Militari…

Palazzo marchesale Belmonte-Pignatelli

Il Palazzo Marchesale, sede dei feudatari di Galatone già dal XVI secolo, fu voluto dalla famiglia Squarciafico. L'edificio venne edificato in corrispondenza di una torre di epoca angioina a cui si addossò uno sfarzoso portale cinquecentesco. La torre, a pianta tronco-piramidale alla base e cubica nella parte finale, non presenta importanti linee architettoniche in quanto le forme sono quelle essenziali dell'architettura militare romanica.

Il palazzo possiede un elegante prospetto ingentilito da finestre decorate con mascheroni e motivi floreali di gusto tardo-cinquecentesco. Nell'angolo occidentale della facciata sono presenti gli stemmi degli Squarciafico, dei Pinelli, deiPignatelli e dei Grillo, ovvero delle varie famiglie feudatarie che abitarono il palazzo. Gli ambienti interni, danneggiati e rimaneggiati in seguito al terremoto del 1743 che causò il crollo della parte nord della struttura, comprende le stalle e i locali della servitù al piano terra, le stanze della nobiltà al piano superiore.

 

Castello di Fulcignano

Il Castello di Fulcignano, realizzato tra il XII e il XIV secolo dai Normani, sorge nella periferia sud dell'abitato e apparteneva all'antico casale di Fulcignano abbandonato nel XV secolo.

Ciò che si può vedere attualmente è la cinta quadrilatera fortificata con mura tufacee alte circa 8 metri e spesse 2,60. Il recinto è rafforzato da alcune torri quadrangolari caratterizzate internamente da una pianta circolare. L'ingresso principale della costruzione, orientato ad oriente, presenta un portale a sesto acuto sormontato da un elegante fregio. Nel perimetro murario rimangono in piedi solo due ambienti voltati a botte.

 

 

Siti Archeologici…

Menhir Coppola

Il menhir Coppola, ubicato in contrada Coppola tra secolari piante di olivo, è un'importante testimonianza dell'Età del Bronzo. L'esemplare è in calcare duro e presenta un'altezza di circa 2,35 metri. Spezzato in sommità, la cui parte finale è appoggiata ai piedi, si differenzia dagli altri menhir salentini per una forma irregolare.

 


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